• Una nuova forma urbis: il riconoscimento del territorio urbanizzato

    psponteamorianoUn anno fa il Consiglio comunale di Lucca ha adottato il Piano Strutturale. È seguita la fase delle osservazioni, delle controdeduzioni, un ulteriore e lungo (7 sedute) passaggio in aula a febbraio per poi giungere all’approvazione definitiva, lo scorso 24 aprile. La città ha oggi un rinnovato strumento di pianificazione territoriale, figlio di un lavoro condiviso e plurale. Tante competenze e tante umanità hanno fatto la loro parte in questo percorso che ha restituito a Lucca un disegno da attuare, un progetto di lungo sguardo con solide basi di pensiero e di aggiornata tecnica urbanistica.
    Riuso, riqualificazione dei contesti, connessioni efficaci, paesaggi riconosciuti e quindi tutelati e valorizzati, sempre ponendo al centro delle scelte la persona-abitante. Torniamo a parlare di scelte attive e non più di toppe da mettere per riparare. Lo facciamo senza ipocrisia, consapevoli della realtà data, convinti che voler bene al territorio non significhi lasciarlo com’è, ma voglia dire accompagnarlo in trasformazioni costanti che lo migliorino e migliorino, di conseguenza, la qualità della vita di chi lo partecipa.
    Abbiamo progettato una città più accogliente e più giusta, mettendo sul pulito regole nuove e coerenti con un modello di sviluppo di stampo europeo. Oggi il nostro territorio urbanizzato ha un confine ben preciso, dato dall’attenta ricognizione dei tessuti: per ciascuno, con le sue caratteristiche, sono state definite trasformazioni possibili con l’obiettivo di accrescere il gradiente verde della città e di favorire la nascita di servizi nuovi e nuovi luoghi per la relazione e l’incontro. Questo confine ha anche un’importante valenza culturale: se prima l’idea della forma della città si fermava alla cinta muraria, considerando gli abitati esterni come espressione di un’espansione recente senza disegno, adesso si prende atto e coscienza della loro dimensione spaziale. Si mettono quindi nero su bianco progettualità per ritrovare un disegno armonico di questo sviluppo già avvenuto, riqualificandone i margini e gli assetti interni, per conferire finalmente dignità ai quartieri e ai paesi. È questo un passaggio storico, che ci mette nelle condizioni di governare con strumenti chiari una realtà alla quale, per troppo tempo, è mancata razionalità.

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