Eccoci nel foro

Una pagina aperta con la città e i suoi abitanti. Partiamo dalle domande e costruiamo insieme le risposte. Dalla rete virtuale a quella di relazioni tra Persone attraverso un percorso comune. Questo piccolo spazio si affaccia su Lucca con l’attenzione dell’osservazione e la curiosità dell’ascolto. Accoglie la Politica come servizio e come “arte”. Si apre alle voci. Qui le Parole cercano di ritrovare il loro significato. Coerente con me e con chi avrà fiducia ne “la Primavera prossima”.

La Casa della Città

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    È tempo di una nuova politica. Di ricette pronte all’uso non ce ne sono e abbiamo bisogno di condividere un’etica rinnovata dello stare nelle istituzioni e tra le persone che interroghi tutti, governati e governatori.

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  • Dal Piano Strutturale al Piano Operativo: il percorso con le persone

    Iniziammo alla fine del 2013 alla Casa della Città, l’Urban center vicino al teatro, con il primo seminario per conoscere insieme punti di forza e punti di debolezza dello scenario sul quale andavamo a operare: un percorso laico, supportato da dati e informazioni che hanno saputo orientare la visione.

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  • La politica è cura

    Laddove non c’è cura non c’è interesse, non c’è relazione e non c’è umanità. E anche la politica è solo propaganda, è cartone che si sfa alla prima pioggia.

    La cura presuppone uno scambio, il mettere a disposizione una parte di sé. Essere disposti all’ascolto di sé e dell’altro, delle fragilità e delle inespresse potenzialità che ogni incontro […]

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“La politica è anzitutto arte. Il che significa che chi la pratica deve essere un artista. Un uomo di genio. Una persona di fantasia. Disposta sempre meno alle costrizioni della logica di partito e sempre più all’invenzione creativa che gli viene chiesta dalla irripetibilità della persona. La politica è, poi, arte nobile. Nobile perché legata al mistico rigore di alte idealità. Nobile, perché emergente di incoercibili esigenze di progresso, di pace, di libertà. Nobile, perché ha come fine il riconoscimento della dignità della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria. La politica è, infine, arte nobile e difficile. Difficile perché le sue regole non sono assolute e imperiture. Sicché, proprio per evitare i rischi dell’ideologia, vanno rimesse continuamente in discussione. Difficile, perché esige il saper vivere nella conflittualità dei partiti, contemperando il rispetto e la lotta, l’accoglimento e il rifiuto, la convergenza e la divaricazione. Difficile, perché richiede, nei credenti in modo particolare, la presa di coscienza della autonomia della politica da ogni ipoteca confessionale, e il riconoscimento della sua laicità e della sua mondanità. Difficile, perché significa affermare, pur nell’ambito della comunità cristiana, un pluralismo di opzioni.” Tonino Bello